Giuseppetti risponde a Capenti: “Solo campagna elettorale”
“Se la nuova piazza di Caldarola si è trasferita sui social la deriva della civiltà è sempre più vicina”.
Così il sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, commenta la segnalazione dell’ex sindaco del paese, Mauro Capenti, sui problemi del detto del palazzo dei cardinali Pallotta.
“Quando c’è un problema – scrive il primo cittadino in una nota - , un disservizio o un qualsiasi intervento da fare nel proprio Comune generalmente un “buon padre di famiglia”, come ama definirsi in un post di denuncia su Facebook l’ex sindaco Mauro Capenti, non se ne lamenta sui social ma va a segnalarlo negli uffici preposti proprio per uno spirito collaborativo e con l’intento di ottenere sempre il meglio per la sua comunità e non screditarla pubblicamente”.
Una polemica che scaturisce dalla sistemazione del tetto del palazzo comunale inagibile, avvenuta pochi giorni dopo la segnalazione dell’ex sindaco.
“Ciò sta avvenendo sempre più spesso, ad opera di chi si sta facendo lusingare da facili successi di pubblico sui social network – scrive Giuseppetti - senza minimamente porsi il dubbio che con le sue parole offende le persone e il lavoro altrui.
L’ex sindaco di Caldarola Mauro Capenti, ironizzando sui social, ha deriso non solo gli attuali amministratori e l’assessore competente ai lavori pubblici – precisa il sindaco - , ma anche i dipendenti comunali suoi concittadini che sicuramente dal terremoto ad oggi non sono stati a guardare il paese cadere a pezzi nel totale immobilismo”.
Un comportamento, quello di Capenti, che il sindaco non vede come suggerimento costruttivo, ma frutto dell’avvicinarsi della campagna elettorale.
“Dov’erano i suoi suggerimenti qualche mese fa, vista la sua lunga esperienza di amministratore – chiede Giuseppetti - . E’ la campagna elettorale a risvegliare il suo interesse di cittadino?”
GS
Arcivescovo Massara: domenica sarà a San Severino
San Severino si prepara ad abbracciare il nuovo vescovo Francesco Massara. La cerimonia ufficiale è prevista per domenica 28 ottobre alle 18 nella basilica di San Lorenzo. Qui monsignor Massara celebrerà la Santa Messa insieme al clero locale.
Prima però, l’arcivescovo sarà ricevuto dal sindaco Rosa Piermattei.
“Carissimo don Franco – aveva indirizzato il proprio saluto all’arcivescovo il sindaco, Rosa Piermattei, in occasione della cerimonia di insediamento in Arcidiocesi – mi permetto di rivolgermi a lei in modo così informale perché lei stesso si è rivolto a noi con semplicità, con un approccio umile ed empatico che ci ha sorpreso e ci ha aperto il cuore. Mi rivolgo a lei con profondo spirito di accoglienza e animo pieno di speranza nella certezza che saprà raccogliere al meglio il prestigioso testimone dell’opera del suo predecessore monsignor Francesco Giovanni Brugnaro. La nostra terra ha profonde radici cristiane, testimoniate da tantissimi segni della fede popolare, una fede semplice e radicata nel cuore della nostra gente. Gente laboriosa e schiva, gente determinata e profondamente innamorata di questi luoghi che anche lei, ne siamo certi, imparerà presto ad apprezzare”.
g.g.
Caritas di San Severino: "Sta venendo meno il diritto alla salute"
“L’organizzazione dei servizi dell’Area Vasta 3 non è ottimale. Sono sempre di più le persone che chiedono aiuto per situazioni di malattia”.
La Caritas di San Severino lancia un sos sul funzionamento del servizio sanitario pubblico, specie quello del maceratese che, sempre di più, starebbe venendo a mancare. Vuoi per questioni burocratiche, vuoi per problemi legati alla gestione o all’organizzazione, anche i servizi più semplici, quelli di ordinaria amministrazione, stanno diventando inaccessibili per anziani e persone in difficoltà.
“Spinti dai nostri principi statutari - scrive la Caritas di San Severino in una nota - ci sentiamo quasi in obbligo di fare alcune considerazioni anche per dar voce ai più svantaggiati. Vediamo come tutti i governi cerchino di adoperarsi per contrastare la povertà che però non è solo un problema economico”. Si parla poco delle persone, dei disagi, delle cause e conseguenze di questi disagi, della solitudine e di quei fenomeni come la ludopatia e le dipendenze o dei problemi di integrazione.

Ma quello che più interessa la Caritas in questo momento sono le difficoltà legate alla sanità, che riveste una forte incidenza nei contesti familiari, specie se in stato di indigenza: “Vediamo come man mano si stia rodendo il diritto alla salute, con un numero sempre più consistente di richieste di aiuto per situazioni di malattia. Quello che lascia di più l’amaro in bocca è poi constatare come magari certi servizi siano attivi ma per varie ragioni non arrivino con le forme e modalità necessarie a chi ne ha bisogno. Di conseguenza, per aspetti burocratici discutibili, gestione, organizzazione e quant’altro poco funzionali sempre più spesso il cittadino è costretto a provvedere con risorse proprie, quando è nella possibilità di farlo”. Diversamente, ci si rivolge alla Caritas o ai Servizi Sociali. E in questo contesto però, continuano a proliferare strutture private non convenzionato con il servizio sanitario nazionale, che dunque offrono servizi a pagamento. “Svolgono una notevole mole di lavoro - tornano a dire - ma, pur con gratitudine verso coloro che le hanno create ampliando l’offerta di servizi, ci sembra però che ciò sia indice di come la situazione stia evolvendo verso una direzione assolutamente non auspicabile. Un’altra considerazione - aggiungono - riguarda il fenomeno derivante da un’applicazione nostro giudizio storta del concetto di Area Vasta, che dirotta pazienti che hanno necessità di prestazioni sanitarie oggettivamente di ordinaria amministrazione, verso strutture sanitarie distanti da quelle più vicine al Comune di residenza, non considerando fatto le conseguenti difficoltà logistiche ed economiche delle persone anziane o svantaggiate. L’integrazione avviata nell’alto maceratese dall’Area Vasta 3 non è di certo ottimale”.
(Alessandro Maccioni, direttore Area Vasta 3)

Ovvio che non si può pretendere un servizio sanitario come quello degli anni passati, ma è pur vero anche che i cambiamenti vanno orientati in maniera efficiente. Va tenuto conto ad esempio del sempre maggior numero di anziani, vera futura emergenza secondo la Caritas, andrebbero rese realmente fruibili a tutti le prestazioni specialistiche, la diagnostica, la riabilitazione e soprattutto le prestazioni domiciliari, tutte da sviluppare. “Altrimenti in futuro sempre più persone dovranno ricorrere a prestazioni a pagamento non solo presso strutture private ma anche all’interno di strutture pubbliche, che rappresenta sicuramente uno dei nodi della sanità pubblica da rivedere radicalmente. In buona sostanza, senza campanilismi giudizi di tipo politico, si chiede semplicemente, almeno, servizi ordinari più funzionali ed utili. Qualora ci fosse data la possibilità dagli enti preposti - concludono - potremmo supportare le nostre osservazioni con situazioni specifiche che ben conosciamo, per dare contributi che derivano dalle esperienze concrete che viviamo quotidianamente, rappresentando la Caritas anche osservatorio sociale privilegiato”.
Gaia Gennaretti
Sospensione della caccia nei siti Rete Natura 2000
Caccia sospesa nei Siti Natura 2000.
Una decisione che arriva a seguito di un ulteriore ricorso presentato dal WWF e dalla LAC, il Consiglio di stato ha emanato la sentenza 5165 del 22 ottobre con la quale ha sospeso, con effetto immediato, la caccia di tutte le specie cacciabili nei Siti Natura 2000 (SIC – Siti di Importanza Comunitaria, ZPS – Zone di Protezione Speciale, ZSC – Zone Speciali di Conservazione).
Questi territori e i loro limiti non sono segnalati da specifiche tabelle, “sarà opportuno e necessario, pertanto - scrive la giunta regionale in una nota -, che il cacciatore assuma informazioni alle Polizie Provinciali, nelle proprie Associazioni, negli Ambiti territoriali di caccia, poiché chiunque si trovi in queste zone in atteggiamento di caccia, può essere perseguito penalmente”.
“Appare strano – commenta l’assessore regionale alla Caccia, Moreno Pieroni – che il Consiglio di Stato non abbia tenuto conto della L.r. n.7/95 che con grande chiarezza evidenzia la validità e l’efficacia della pianificazione faunistico-venatoria esistente. L’attività venatoria in ogni caso proseguirà regolarmente in tutti gli altri territori, secondo il calendario previsto.”
Giulia Sancricca
PORTO RECANATI: in un garage i Carabinieri scoprono un arsenale di armi
Nel pomeriggio di ieri, nel garage di un 39enne di origini siciliane, con precedenti di polizia per reati contro la persona e in materia urbanistico-edilizia, i Carabinieri del Reparto Operativo di Macerata, diretto dal Tenente Colonnello Walter Fava, hanno trovato un vero e proprio arsenale di armi giocattolo prive del tappo rosso.
Durante alcune perquisizioni effettuate d’iniziativa dagli investigatori nella giornata di ieri, sono state rinvenute:
− in una sacca nascosta all’interno di un armadio, numerose armi giocattolo prive di tappo rosso: 5 pistole, 1 carabina di precisione ad aria compressa, 1 fucile riproduzione di un “canne mozze” oltre a 2 maceti, 5 pugnali, 1 sfollagente e 2 tirapugni in metallo;
− presso un’altra abitazione nelle disponibilità dello stesso, sono stati trovati un’altra pistola, 3 porta tesserini con distintivi metallici, privi di matricola, con le scritte rispettivamente dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza; 1 paletta con adesivo rinfrangente con scritto “reparto investigativo”, un paio di manette in metallo e vari tesserini plastificati con su scritto “CIA” e “FBI”.
I Carabinieri hanno sequestrato tutto il materiale detenuto dal 39enne, al verosimile scopo di compiere attività delittuose, denunciandolo in stato di libertà per possesso di segni distintivi contraffatti, reato per il quale dovrà rispondere dinanzi alla locale Procura della Repubblica.
Come emerge dalle foto, sono risultate particolarmente fedeli le riproduzioni di tutte le armi, sia delle pistole ( una delle quali si avvicina di molto, anche per il peso a quella in dotazione individuale alle Forze di Polizia ), che dei fucili.
Sono in corso indagini a cura dei militari al fine di appurare se le armi giocattolo in questione sono state modificate nelle caratteristiche tecniche previste per legge e se sono già state utilizzate in episodi delittuosi. Alle attività condotte dagli investigatori di macerata è stato fornito supporto dai Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche.
I social network "stuzzicano" gli amministratori
Non è trascorsa nemmeno una settimana dal problema che aveva evidenziato su Facebook l'ex sindaco di Caldarola, Mauro Capenti, che il Comune si è subito attivato per sistemare il tetto del palazzo dei Cardinali Pallotta.

"È tornata la pioggia - aveva scritto Mauro Capenti corredando il post con una foto delle condizioni del tetto del palazzo - , da due anni il tetto del nostro comune è in questo stato. Quanti di voi lascerebbero la propria casa in queste condizioni? Basterebbe qualche ora con un cestello.Bisognerebbe amministrare con la diligenza del buon padre di famiglia".
Un post che ha scatenato non pochi commenti dei cittadini indignati e che, a quanto pare, non è passato inosservato nemmeno all'amministrazione comunale che si è immediatamente attivata per risolvere il problema.

Una storia che si ripete: qualche settimana fa, sempre l'ex sindaco aveva segnalato l'incuria in cui versava l'edicola di San Domenico e, in poco tempo, le erbacce sono state sistemate e l'edicola ripulita.
Felici i cittadini di vedere che simboli importanti del paese vengano curati, ma si accentua forse la rabbia nel constatare come siano necessarie segnalazioni sui social per risolvere problemi da tempo sotto gli occhi di tutti.
GS
San Severino: torna a riunirsi il consiglio comunale
Lunedì prossimo torna a riunirsi il Consiglio comunale di San Severino. L’appuntamento è alle 20:30 e tra gli argomenti all’ordine del giorno,figurano la ratifica della delibera di Giunta sulle variazioni al bilancio di previsione 2018-2020 per parziale destinazione delle donazioni sisma alla sistemazione dell’area adiacente la nuova scuola provvisoria di via Lorenzo d’Alessandro, la sostituzione di un componente della Commissione locale per il paesaggio, la regolarizzazione dello stato di fatto dei confini tra la corte della scuola media “P. Tacchi Venturi” e quella di un fabbricato privato adiacente. L’Assise settempedana sarà infine chiamata a votare la mozione presentata dal consigliere Mauro Bompadre relativa ad azioni da intraprendere per l’adesione all’operazione “Plastic free” proposta dal ministero dell’Ambiente.
“Plastic Free”. Il Comune di San Severino elimini l’uso della plastica
Niente più plastica monouso in Comune e negli eventi da esso organizzati o patrocinati.
L’invito, attraverso una mozione che si discuterà il prossimo 29 ottobre in consiglio comunale, proviene dal Movimento 5 Stelle di San Severino (rappresentato da Mauro Bompadre) che arriva dopo la sfida lanciata dal Ministro per l’Ambiente Sergio Costa. L’obiettivo è quello di eliminare la plastica monouso all’interno del Ministero e di tutti gli altri e ha esteso l’invito anche a Regioni, Province e Comuni. L’iniziativa peraltro arriva dopo le recenti disposizioni emanate dalla Commissione Europea per mettere al bado la plastica e il disegno di legge proposto dal senatore Morese, sulle “disposizioni per il divieto di uso di stoviglie di plastica destinate alla ristorazione collettiva”.
È su questa lunghezza d’onda quindi che si pone l’iniziativa dei grillini settempedani, affinché anche San Severino, che ha già aderito al Patto dei Sindaci per il clima e l’energia ed è sensibile ai temi ambientali, dia il buon esempio: “Praticamente - si legge nella mozione - in tutti i tipi di materie plastiche ci sono sostanze tossiche e la maggior parte delle tonnellate di plastica prodotta nel mondo viene rielaborata in prodotti monouso che, dopo un breve uso, finiscono in discarica o in mare. Il rapporto 2017 sulla gestione dei rifiuti nelle Marche - aggiunge il Movimento - dice che ogni abitante produce 314 chili di rifiuti differenziati, di cui 16,5 in plastiche”. Pertanto lunedì prossimo all’amministrazione sarà chiesto di aderire alla campagna lanciata dal Ministro Costa, predisponendo ogni azione necessaria affinché nelle sedi del Comune ma anche in tutti i servizi e gli eventi organizzati o patrocinati, vengano eliminati gradualmente tutti gli articoli di plastica monouso, anche quelli legati alla vendita tramite distributori automatici.
G. G.
Furto aggravato in abitazione. Incastrato dai filmati
Denunciato ieri pomeriggio un 27enne di origini baresi. È residente nel fermano e si è reso responsabile del furto di un impianto stereo del valore di circa 2mila euro da una abitazione di Loro Piceno in cui era entrato da una finestra. Incastrato dai Carabinieri della Compagnia di Tolentino.
L’intervento è stato richiesto alle 16:30 circa di ieri, e l’attività d’indagine, svolta nell’immediatezza dai Carabinieri delle Stazioni di Loro Piceno e Urbisaglia, con l’intervento della Radiomobile, ha consentito di acquisire e visionare alcuni filmati della zona, dai quali sono subito emersi sospetti in relazione ad un’autovettura in particolare, già nota ai militari in quanto in uso a soggetto gravato da precedenti penali specifici in materia di stupefacenti e reati predatori.
Il giovaneè stato rintracciato presso la propria abitazione, dove èsubito scattata la perquisizione, che ha consentito di rinvenire tutta la refurtiva precedentemente sottratta, ancora occultata all’interno dell’autovettura.
Dovrà rispondere di furto in abitazione aggravato.
Gaia Gennaretti
Da Pieve Torina, il Ministro Centinaio promette un incontro con Commissario e ministri, per le priorità
Un incontro con il Commissario per la Ricostruzione, gli assessori regionali del cratere, il Ministro degli Affari Regionali e i Ministri all'ambiente e delle infrastrutture, per ragionare sulle priorità da portare avanti il più velocemente possibile per i territori colpiti dal sisma. E' la promessa che il Ministro delle Poltiche Agricole Gian Marco Centinaio ha fatto al termine del Tavolo politico strategico della Regione Marche, tenutosi a Pieve Torina. L' impegno del ministro è scaturito dall'ascolto delle esigenze puntuali delle associazioni di categoria e dei rappresentanti del territorio ma anche dal contatto diretto con chi nelle arre disastrate, ha resistito e ha voglia di resisterci continuando a lavorare. Il ministro si è impegnato dunque per l'organizzazione un incontro che possa riunire gli attori principali, per mettere sul tavolo della politica le decisioni e le misure appropriate da prendere nel tempo più breve possibile. Centianio ha anche convenuto sulla necessità di approntare un Testo Unico di norme, fondamentale per superare la burocrazia e sul conferimento di poteri straordinari al Commissario per la Ricostruzione, altrimenti si ritroverebbe a gestire soltanto decisioni prese da altri. Condivisione da parte del ministro, anche sulla necessità di una sinergia tra fondi della ricostruzione e fondi Psr dello sviluppo rurale

Prima della riunione, così come aveva fatto poco prima nella frazione di Spelonga di Arquata del Tronto e a Montefortino, a Pieve Torina il ministro si è recato a far visita all'azienda agricola Alessandri pesantemente danneggiata dal sisma, le cui 60 mucchei e altri animali allevati, solo lo scorso anno hanno potuto trovare un ricovero nelle stalle di emergenza. Accompagnato dalla vicepresidente della Regione e assessore all'agricoltura Anna Casini, il ministro Centinaio è salito su un pick up per visitare le stalle di emergenza. Presente anche la neo eletta presidente di Coldiretti Marche Maria Letizia Gardoni e il presidente di Coldiretti Macerata Francesco Fucili. All'azienda Villanova, esempio di resistenza e della caparbietà a restare affrontando un lungo e difficile periodo tra scosse, crolli e neve, ha voluto portare personalmente la sua vicinanza, l'appena insediato arcivescovo di Camerino San Severino Marche mons.Francesco Massara che più tardi ha preso parte anche al Tavolo politico strategico. Reduce dal primo impatto con le zone terremotate, Centinaio ha detto che ha potuto farsi un'idea del tanto lavoro che c'è ancora da fare: " Ho visto tanta gente orgogliosa, con la voglia di rimanere nella propria terra e dimostrare che le tradizioni, i prodotti locali e quello che ci hanno lasciato i nostri nonni, ,loro vogliono tenerlo e valorizzarlo. Gli imprenditori del settore- ha detto il ministro- ci stanno chiedendo di tenere alta l'attenzione, di considerarli e, più che chiedere fondi per sè, sollecitano infrastrutture per poter ripartire il più velocemente possibile. Questo è il messaggio che riporterò al prossimo Consiglio dei Ministri . E' un'azione che si deve fare - ha sottolineato- perchè in Italia quando succede qualcosa la massima attenzione è sul problema. Poi purtroppo succede qualcos'altro e quello che è successo prima ce lo dimentichiamo. La mia presenza qui è per dimostrare che, nonostante il tempo passato, l'attenzione da parte mia e, sono sicuro anche da parte del Governo, c'è ancora ". Il successivo Tavolo convocato nei locali dell'Istituto mons. Paoletti ,ha riunito i rappresentanti delle associazioni di categoria regionali ( Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Agci, Legacoop, Unci, Confcooperative, Uecoop), presenti la vicepresidente Casini, l'assesore regionale Sciapichetti, il vescovo Massara, il sindaco di Pieve Torina Gentilucci, il prefetto di Macerata Jolanda Rolli il prorettore di Unicam Spaterna, il presidente della Contram Belardinelli. La discussione ha affrontato e approfondito le questioni legate al rilancio del mondo rurale. In apertura sono stati forniti i numeri del sisma 2016-2017, riferiti all'area del cratere delle Marche all'interno del quale sono 85 comuni; circa 46 mila gli immobili dichiarati inagibili, sulla base di oltre 106mila sopralluoghi effettuati alla data del 18 ottobre 2018. Gli interventi di emergenza approntati per le strutture produttive zootecniche, hanno visto la Regione Marche realizzarne in totale 661, tra stalle, Mapre e Fienili. Il primo ristoro dei danni economici subiti dalle aziende zootecniche per la perdita di animali da allevamento tra bovini, ovini, suini, equidi, ha visto un totale di fondi erogati per circa 15mila euro, dei quali, circa 9mila della quota regionale di cofinanziamento. Circa 160 milioni di euro le risorse aggiuntive del fondo PSR di solidarietà Regioni e Ministero. Tra i problemi sollevati al ministro, quelli relativi alle infrastrutture e all'approvigionamento idrico di alta quota; da risolvere anche quello dello sblocco dei pagamenti da parte dell'Agenzia Erogazioni per l'Agricoltura Agea, che non funziona a dovere e non è in grado di dare risposta alle esigenze economiche degli agricoltori. Snellire la burocrazia e la miriade di passaggi che frenano la possibilità di ripartire. Sulla necessità di individuare strumenti operativi in grado di dare risposte adeguate ad una fase ancora emergenziale, ha posto l'accento la presidente di Coldiretti Marche Gardoni, che ha parlato dell'esigenza di creare punti di riferimento a cui, imprenditori, imprese, cittadini, servizi locali, possano appellarsi e con i quali confrontarsi per poter capire quali sono le strade da poter percorrere. " Una storia a tutt'oggi ancora complicata- ha detto-perchè nasce dalla complessità del sisma che abbiamo subito. Una complessità che purtroppo viene anche aumentata da una gestione amministrativa poco chiara".Gli interventi hanno evidenziato l'urgenza dell'emanazione di un Testo Unico che possa aiutare a fare chiarezza sugli strumenti a disposizione ai quali le imprese possano appellars; troppe le ordinanze succedutesi dal 24 agosto 2016 rendendo sempre più complicata la ripartenza. Dalla giovane presidente di Coldiretti anche l'auspicio di una sinergia tra fondi per la ricostruzione e fondi per lo sviluppo rurale. " Dobbiamo essere capaci di mettere le aziende nella possibilità di accedere ad entrambi i fondi perchè, una ricostruzione e una rinascita possibile nasce dalla possibilità delle aziende stesse di potersi ammodernare, fare quindi degli investimenti per migliorare i propri processi produttivi e le proprie strutture". E poi, la necessità di individuare in capo al Commissario dei poteri straordinari, perchè in una condizione di straordinarietà dell'evento, non si può continuare a lavorare con un metodo di procedure ordinarie, altrimenti non solo non si passerà ad una fase di ricostruzione ma non si sorpasserà mai neanche la fase emergenziale. " Solo con poteri straordinari si potranno chiedere delle deroghe; i vincoli oggi sono un impedimento, ma domani rappresenteranno il problema dello spopolamento di questi territori, le aziende chiuderanno, l'occupazione continuerà a calare drasticamente, conducendo alla morte di tutto l'indotto turistico e commerciale. Serve Una capacità di visione politica e un approccio politico importante e decisivo". Al Tavolo è intervenuto anche il presidente del Contram Stefano Belardinelli. COn il Parco, l'azienda Contram è stata chiamata a sostenere i comuni della montagna, ricchi di impianti scioviari e favoriti dal turismo estivo; un turismo fiorente anche per la presenza di produttori dell'agroalimentare locale di tipicità. Il tema affrontato anche con l'assesore regionale Sciapichetti risulta essere complesso perchè se non c'è un intervento del governo nazionale, i piccoli comuni della montagna che erano proprietari degli impianti, si ritriovano ad esere carenti non solo di risorse economiche ma anche umane, essendo gli impiegati comunali occupati sull'emergenza: " Noi come gestori del TPL, come avviene in molte regioni del nord, potremmo anche sostenere questa parte; lo facciamo già in alcuni casi dove sono presenti gestioni a fune o scale mobili o impianti meccanizzati che completano il trasporto, in questa situazione- ha sottolineato- è però necessario riportare le vite delle persone, non solo nel periodo invernale ma anche in quello estivo. Questo aspetto- ha detto Belardinelli- è legato a chi gestisce il territorio e a chi gestisce il Parco nazionale e il sistema dell'agricoltura. Turismo e agricoltura sono in questo caso un tutt'uno e, per quello che saranno le competenze del Ministro, chiediamo di riportare l'attenzione anche su questo aspetto. Il sindaco Gentilucci ha invocato misure adeguate per il cratere vero:" I cittadini di questo territorio, hannomperso tutto e hanno diritto di ripartire; gli allevatori vanno aiutati; c'è bisogno di una normativa che sia funzionale a chi rischia di ripartire. Le nostre sono aree interne che non rischiano più solo lo spopolamento ma la desertificazione. Infine un'esortazione al governo: " Collaborate con la Regione e con i sindaci; non mettiamo la politica di mezzo, altrimenti questi territori moriranno". " Nei luoghi che ho visitato oggi- ha detto Centinaio- ho visto tanta gente che ha deciso di rimanere tra tante difficoltà e questa gente merita rispetto. Non è nel mio stile andare in giro a fare promesse da pulcinella: oggi il mio ruolo era quello di ascoltare, lavorare e riportare quello che ho sentito al Consiglio dei Ministri, dopo essermi confrontato con il territorio. I temi che ho ascoltato oggi sono tanti e su molto si potranno già iniziare a dare risposte. Genova è importante ma non dobbiamo dimenticarci di quello che è successo prima in questa parte della penisolai. Sul problema Agea- ha assicurato- si è cercato di agire immediatamente facendo partire i pagamenti e chiedendo di rispettare gli agricoltori. Non pretendiamo pagamenti in tempo reale ma che comunque, in tempi consoni, i pagamenti si facciano. Stiamo già pagando e rispettando le promesse e-ha aggiunto- l'impegno che mi prendo è che voi delle zone terremotate, siate primi nella lista. Quanto alla burocrazia, la task force è già partita e, nelle prossime settimane dovrebbe partire anche con i tecnici delle regioni per abbassarne il livello. Se già a livello regionale e ministeriale riusciamo a farlo, sicuramente è già un passo in avanti". Centinaio ha dato anche notizia che la scorsa settimana il Ministro Stefani ha ereditato dei fondi a disposizione della montagna "stiamo cercando di capire come utlizzarli, ma la direzione è il cercare di aiutare tutte quelle realtà della montagna che vogliono resistere, cercando di mettere a sistema i buoni esempi, con inziative che posano servire. L'obiettivo è cercare di spendere il più possibile tutti i fondi. Il progetto c'è ; basta riempirlo di contenuti e poi arriveranno i fondi, a patto che si tratti di progetti seri. Il ministro ha anche ricordato che per le infrastrutture legate all'acqua, su progetti già presentati, il governo nazionale ( per il 2018-2019), mette a disposizione circa 1 miliardo di euro di lavori cantierabili su tutto il territorio nazionale.
Carla Campetella


